Il nostro trekking: Novembre 2017

A cavallo tra Umbria e Marche, a est del Monte Nerone e del Monte Catria, svetta il massiccio calcareo del Monte Cucco, che con i suoi 1566 metri domina queste terre ed è visibile da gran parte dell’Appennino Marchigiano. Il relativo parco, che comprende i territori adiacenti al monte, è un’area naturale protetta istituita dalla regione Umbria nel 1995. Noto anche come “il ventre degli Appennini”, deve il suo soprannome alla celebre Grotta, che rappresenta senza dubbio il fenomeno carsico più importante di tutto il massiccio.

Oltre alle rocce e alle grotte, il Monte Cucco offre a chi ne percorre i sentieri l’incontro con la più classica natura dell’Appennino. I boschi di roverella e carpino che dominano le pianure lasciano spazio alle grandi faggete e rigogliose leccete dei versanti più alti, delimitate in alta quota dalle verdi praterie e dalle aspre pareti rocciose. Anche l’aspetto faunistico è interessante, grazie alla presenza del lupo che percorre l’intero appennino Marchigiano, dei piccoli mammiferi come la volpe, lo scoiattolo, il tasso, la donnola, la martora e il ghiro, dei rapaci come il falco pellegrino e la poiana, fino alla rara e spettacolare aquila reale che dal suo nido sul massiccio del Catria si spinge fino al Cucco in cerca di prede.

La Grotta di Monte Cucco

Composta da un sistema sotterraneo che si estende per 30 km e raggiunge la profondità massima di 923 metri, la Grotta di Monte Cucco è stata per lungo tempo reputata il sistema carsico più grande e profondo d’Italia, e a tutt’oggi resta uno dei sistemi ipogei più importanti d’Europa.La Grotta vanta una storia plurisecolare e una sua visita, che si snoda tra stalattiti, stalagmiti, gallerie, labirinti e cunicoli, è un’esperienza particolarmente suggestiva, stimolante che ci sentiamo di consigliare a tutti. Dal 2009 questa meraviglia sotterranea è infatti accessibile anche ai non speleologi, ed è possibile visitarla tutti i giorni della settimana previa prenotazione, anche online, all’Info Point del Parco

Il percorso sotterraneo si snoda per circa 800 m e regala un’esperienza sensoriale potente ed unica. L’occhio del visitatore sarà continuamente catturato da formazioni calcaree estremamente complesse ed affascinanti, il cui colore candido emerge dalla penombra disegnando forme eleganti ed imponenti. Anche l’olfatto è stimolato: la profondità della terra penetra nelle narici con odori persistenti di fango, umidità e calcare. Ma è forse la voce della grotta a lasciare un segno indelebile nella memoria del visitatore. Il cammino sotterraneo, scandito soltanto dall’eco dei passi degli speleologi che fanno vibrare leggermente il terreno, è accompagnato dal rumore costante dell’acqua che scava la roccia, una voce al contempo sussurrata e potente, rilassante e misteriosa. Queste percezioni sensoriali si si fondono e si amplificano nel momento più intenso del trekking speleologico, quello in cui ci si ferma nell’ultima delle grandi sale della grotta, si spengono le torce e si rimane immobili in silenzio per qualche minuto. L’esperienza del buio assoluto è trascendentale: ci si dimentica per un attimo di se stessi e ci si sente parte del tutto, la natura si manifesta in tutta la sua potenza, la sua voce è nitida e imponente, il suo nero è totale e bellissimo, la grotta è viva.

Itinerari ed attività all’aria aperta

Ma il Monte Cucco è una meta interessante anche per chi alle discese nelle viscere della terra preferisce le avventure all’aria aperta. La sua particolare collocazione rispetto ai venti e alle correnti termiche lo rende infatti un luogo particolarmente adatto allo sport del volo libero. Nelle giornate serene capiterà infatti di notare decine di colorati deltaplani e parapendio lanciarsi dal Pian di Monte (1190 m.) e volteggiare nel cielo lungo le pendici del massiccio. All’interno dell’area boschiva del parco vengono svolte molte altre attività sportive naturalistiche, come Mountain Bike, torrentismo ed equitazione. Non da ultimo, il Monte Cucco è meta sempre più frequentata dagli escursionisti, soprattutto per la peculiarità della sua faggeta secolare conosciuta come “La Madre dei Faggi”, i cui alberi maestosi creano un ambiente fortemente evocativo e fiabesco. In particolare nelle settimane a cavallo tra l’autunno e l’inverno il bosco si fa particolarmente suggestivo, quando il fitto fogliame si colora di toni caldi ed intensi, regalando rare emozioni.

TREKKING E PASSEGGIATE SUL MONTE CUCCO

Meta imperdibile per tutti gli appassionati di natura e di escursionismo, il Parco del Monte Cucco offre una buona rete di sentieri che si snodano tra boschi, rocce, eremi e grotte, aprendosi talvolta a suggestivi panorami su spettacolari valloni rocciosi. Gli itinerari sono in buona parte segnati, grazie al lavoro  del Centro Nazionale di Speleologia e del Parco Regionale del Monte Cucco. La salita che arriva alla vetta, sia che si parta da Val di Ranco, dal Pian del Monte o dal Pian delle Macinare, è facile e veloce. Per chi volesse invece spendere un’intera giornata a contatto con la natura del parco, un percorso consigliato è sicuramente quello che si snoda all’interno del parco e consente di apprezzare al meglio i diversi versanti della montagna, attraversando la faggeta, ammirando l’imbocco della grotta fino ad arrivare a godere del magnifico panorama dalla vetta.

Giro del Parco del Monte Cucco con salita (opzionale) alla vetta

  • itinerario: da Val di Ranco per Fonte Acqua Fredda, Pian delle Macinare, Val Ràchena, cresta Nord, Grotta del Monte Cucco e Pian di Monte
  • dislivello: 620m
  • difficoltà: E
  • tempo di percorrenza: 5h (senza salita alla vetta), 6h15 (con salita alla vetta)
  • sentieri segnati: n.1, n.2, n.14

 

Lasciate la macchina nel piazzale vicino all’Albergo Ristorante Monte Cucco, meglio conosciuto dalla gente del posto come “da Tobia”, in località Val di Ranco (1048m, a circa 10km da Sigillo per chi proviene dall’Umbria e alla stessa distanza da Bastia per chi proviene dalle Marche). Da qui, prendendo la strada sterrata in discesa, si raggiunge il bivio da cui parte, a sinistra, il sentiero n.1 che sale a mezzacosta nella fitta faggeta. Proseguendo sul tracciato che diventa pianeggiante, lasciandosi a sinistra il sentiero n.2 (direzione Pian di Monte), si sbuca nel vallone dove si trova la Fonte Acqua Fredda (1011 m). Superata la fonte si prosegue in salita lungo il sentiero che sale verso destra, ai piedi del roccioso versante est del Monte Cucco. Lasciandosi a destra i sentieri n.16 e n.17 (direzione Riofreddo), la salita si fa più ripida e passa sotto diversi speroni rocciosi fino ad arrivare dopo circa 1h al Pian delle Macinare (1134m), dove si trovano un rifugio e una fonte e da cui si può ammirare un bellissimo panorama sul versante settentrionale del massiccio. Seguendo l’ampia strada di accesso al pianoro, in corrispondenza della curva netta a destra si prende il sentiero che sale a sinistra, in ripida ascesa, all’interno della faggeta verso la Val Ràchena. Dopo una mezz’ora di salita si raggiunge il margine del bosco e si prosegue sul sentiero che piega a sinistra e sale a mezzacosta fino alla larga cresta Nord di Monte Cucco (1460m). Qui, se si vuole, si segue il segnavia n.14 si sale a destra fino alla vetta del Monte Cucco (1566m, 1h15), ridiscendendo poi fino a tornare sul sentiero n.2. Si prosegue quindi sul tratto più ripido del percorso, scendendo sul costone roccioso esposto a nord che collega la cresta e la Grotta, tratto che può diventare pericoloso in presenza di ghiaccio o neve. Si supera dopo circa mezz’ora l’imbocco della Grotta del Monte Cucco (1390m), scendendo lungo una scala fissa di metallo e proseguendo poi per il viottolo a mezzacosta che si dirige verso sud fino a Pian di Monte (1190m). Si lascia a destra l’ampio pianoro da cui decollano deltaplani e parapendii per scendere all’interno del bosco, lungo il sentiero che piega nettamente a sinistra in direzione Fonte Acqua Fredda. Da qui ci si ricongiunge con il sentiero n.1 che riporta in breve tempo al punto di partenza.

 

Info tratte da: Stefano Ardito, A piedi nelle Marche. 96 passeggiate, escursioni e trekking alla scoperta della natura. Collana Guide Iter, Iter edizioni, 2010.

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