Periodo del viaggio:  Dicembre- Gennaio

L’Iran occupa una vasta area geografica tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, cinque volte più grande dell’Italia, ma in larga parte occupata da territori desertici o semi-desertici. Luogo d’incontro tra Oriente ed Occidente, la Persia è una terra dal grande fascino e dalle innumerevoli meraviglie, la cui storia millenaria è il frutto del succedersi e fondersi di civiltà tra loro molto diverse che hanno abitato queste terre fin dal Neolitico, lasciando un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo.

Il tour classico dell’Iran, che richiede almeno 10 giorni, si snoda tra i principali altopiani della regione centrale, lungo un percorso che ripercorre le innumerevoli tracce del mirabile passato storico e artistico del Paese, tra cui spiccano ben 12 siti Patrimonio dell’UNESCO.

Itinerario viaggio (10 giorni)
Teheran (1 giorno e 1/2)

La maggior parte dei voli internazionali diretti in Iran atterrano a Teheran, la capitale, che rappresenta generalmente il punto di inizio e di fine di quasi tutti i tour del Paese. Questa megalopoli non è certamente una città bella, ha una storia relativamente breve (è diventata capitale nel 1795) e presenta i problemi tipici delle grandi città moderne: troppo cemento, alti livelli di smog, un traffico pazzesco, con le inconfondibili Paykan che affollano ogni strada… proprio come si può vedere nei film del celebre regista iraniano Asghar Farhadi. Eppure Teheran è senza dubbio il grande e caotico cuore pulsante del paese, il motore di tutti i cambiamenti socio-politici su scala nazionale, la città più laica e all’avanguardia dell’Iran per quanto riguarda la libertà di costumi e le abitudini di vita delle nuove generazioni.

Shiraz (1 giorno)

La capitale della provincia del Fars e patria della civiltà persiana è una città dall’origine antica, che conobbe momenti di prosperità diventando uno dei centri più importanti del mondo islamico medievale. Decorata da delicati roseti, lussureggianti giardini e lunghi viali alberati, Shiraz emana un carattere raffinato e lievemente decadente, lo stesso che si respira nei versi dei due grandi poeti nazionali, Saadi e Hafez, i cui mausolei sono meta di pellegrinaggio per iraniani di ogni età. Grazie al suo clima favorevole e mite, Shiraz è stata per lungo tempo una delle capitali mondiali del vino e vanta perfino un vitigno omonimo, che l’ha resa popolare nel mondo fino all’avvento del proibizionismo imposto dalla rivoluzione del ‘79.

Persepolis e gli altri siti dell’Antica Persia (1 giorno)

Un isolato altopiano non lontano da Shiraz ospita le rovine dell’imponente e maestosa Takht-e Jamshid, più nota come Persepolis, una delle cinque capitali dell’impero Achemenide assieme a Babilonia, Ecbatana, Pasargadae e Susa. I lavori per la costruzione di Persepolis iniziarono intorno al 520 a.C. durante l’impero di Dario I e si protrassero per secoli fino al 330 a.C., quando l’incendio appiccato da Alessandro Magno ne provocò la distruzione. Sebbene la città fu abitata per qualche tempo, lo scopo principale della sua solenne architettura era di impressionare con la sua magnificenza i visitatori che vi si recavano soprattutto in occasione delle celebrazioni del Norouz, il capodanno persiano, quando i sudditi provenienti da ogni parte dell’impero salivano fin qui per rendere omaggio al sovrano. I resti di questa antica capitale includono palazzi, colonnati, scalinate e bassorilievi che ne fanno uno dei siti archeologici più imponenti al mondo.

Distante solo pochi chilometri da Persepolis, anche la necropoli Naghsh-e Rostam merita sicuramente una visita. Queste tombe cruciformi scavate nel fianco della montagna rocciosa in posizione elevata rispetto al suolo ospitano i sepolcri dei re Achemenidi Dario I, Serse I, Dario II e Arteserse I.

Percorrendo 50 km verso nord si raggiunge Pasargadae, la prima capitale Achemenide durante il regno di Ciro il Grande, fondatore dell’omonima dinastia. L’odierno sito archeologico patrimonio dell’UNESCO ospita la semplice ma imponente tomba dell’imperatore, oltre che i resti della fortezza Toll-e Takht e le rovine di due palazzi reali con i loro giardini.

Yazd (1 giorno e 1/2)

Yazd, il cui nome in lingua persiana antica significa “festeggiamento e devozione”, è un’oasi tra i deserti del Dasht-Kavir e Dasht-e Lut. Abitata ininterrottamente fin dai tempi dei Sasanidi (224 – 637 d.C.), Yazd occupa l’area in cui nacque la più arcaica fra le religioni monoteiste: lo Zoroastrismo. La città vecchia, nota per essere uno dei più grandi agglomerati urbani costruiti in adobe (un miscuglio di argilla, sabbia, paglia ed acqua) è un intreccio labirintico di vicoli e passaggi coperti, immerso in un’atmosfera suggestiva e misteriosa. Il profilo del centro storico è caratterizzato dalle tante cupole e dai tradizionali badgir, le famose torri del vento, che rinfrescano le case nelle torride giornate estive trasformando ogni soffio di brezza in un momento di sollievo.

Dintorni di Yazd e deserto (1 giorno)

Il paesaggio iraniano ha una chiara impronta desertica; lo scenario è brullo, sassoso, spazzato dal vento. Lungo le strade che collegano le principali città ci si imbatte in molti centri abitati di piccole dimensioni, villaggi che si sono sviluppati sfidando le condizioni ambientali molto spesso proibitive e che sprigionano un fascino autentico e senza tempo.

Kharanaq
Kharanaq è un villaggio millenario ormai quasi completamente abbandonato, composto da case di fango che si stanno lentamente ma inesorabilmente disgregando. Ciò che rimane di questo paese fantasma è una moschea di epoca cagiara, un minareto oscillante e un caravanserraglio. Girovagando nei vicoli del villaggio ci si immerge pian piano in un’atmosfera fuori dal tempo, e se ci si arrampica sopra i tetti traballanti delle case si arriva a godere della bellissima vista sulle ampie vallate desertiche, in cui inaspettatamente spuntano orti rigogliosi merito dei qanat che irrigano un lato della collina.

Chak Chak
Nota anche come “Tempio del fuoco di Pir-e-Sabz“, Chak Chak è un luogo di culto per la religione di Zaratustra e rappresenta la più importante meta di pellegrinaggio per gli zoroastriani dell’Iran. Il suo nome deriva dal suono prodotto dalle gocce d’acqua che cadono regolarmente ed ininterrottamente dal soffitto roccioso della grotta, fenomeno abbastanza insolito considerando che essa si trova nel bel mezzo di un’arida regione desertica. Sebbene l’aspetto del villaggio non sia di per sé particolarmente affascinante, con i suoi palazzi relativamente nuovi e la grotta piuttosto disadorna, il sito merita comunque una visita per la sua importante valenza religiosa e per la sua spettacolare posizione, immersa nel cuore del deserto ed abbarbicata sul ripido fianco di un’altura.

Meybod
La città di Meybod fa del celebre Castello di Narin (Narin Qaleh) la sua fortuna. Costruito in epoca sasanide, è probabilmente il più antico edificio di mattoni di fango sopravvissuto in Iran fino ai giorni nostri. Altro sito di particolare interesse in città è anche l’imponente ghiacciaia (Yakh Dan) dall’inconfondibile e caratteristica forma conica, risalente al periodo safavide.

Varzaneh
Nessun viaggio in Iran può dirsi completo senza una visita ad uno dei suoi deserti, ed un modo semplice per farlo è recarsi a Varzaneh. Questa antica città, situata lungo il tragitto che collega Isfahan a Yazd, è famosa soprattutto per lo spettacolare deserto tra i più accessibili del paese.

Isfahan (2 giorni)

Isfahan, considerata da molti la città più bella e romantica dell’Iran, è senza dubbio uno dei gioielli architettonici del Paese. Fu distrutta e ricostruita innumerevoli volte, raggiungendo il suo massimo splendore durante il periodo safavide (XVI secolo), quando lo scià Abbas I il Grande ordinò la costruzione di splendidi palazzi, caravanserragli, moschee traboccanti di affreschi ed arabeschi, monumentali ponti e giardini, nell’intento di renderla la città più bella d’Oriente. Ma il vero cuore pulsante della città vecchia di Isfahan è Naqsh-e Jahan, “immagine del mondo” in lingua Farsi, la gigantesca piazza centrale circondata interamente da portici ed adornata su ogni lato da gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide.

Kashan e abyaneh (1 giorno e 1/2)

Nella provincia di Isfahan e ai margini del deserto Dasht-e-Kavir sorge Kashan, una città che affascina grazie alle sue numerose case in stile tradizionale fatte costruire nell’ottocento da ricchi mercanti, testimonianza dell’importanza commerciale che questa località aveva in epoca cagiara.  Queste abitazioni, nascoste dietro ad alte mura di mattoni di fango e disposte intorno a una serie di cortili interni collegati fra di loro, sono decorate da stucchi straordinari, specchi, vetri colorati e svettanti badgir. Alcune di esse sono oggi diventate delle case-museo, altre sono state trasformate in boutique hotel.

Non lontano da Kashan, nascosta ai piedi del monte Karkas ad un altitudine di 2000 metri, si trova Abyaneh, uno dei villaggi più antichi ed autentici dell’Iran. Le vecchie case in terra e mattoni color ocra sono abitate da poche decine di persone, perlopiù anziane, gli ultimi custodi di usanze e tradizioni risalenti a un’epoca preislamica. Una testimonianza  evidente delle antiche origini del villaggio è senza dubbio la lingua con cui gli abitanti comunicano tra loro, un dialetto arcaico che presenta caratteristiche dell’idioma medio persiano, varietà linguistica ormai scomparsa da secoli nel resto del Paese.

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