La Paykan è la macchina simbolo dell’Iran degli ultimi 50 anni che ancora oggi colora le strade persiane con il suo stile ostinato e senza tempo.  Se ne vedono dappertutto, ammaccate, sbiadite, fuori moda, cariche di persone o di sacchi di pistacchi (nella versione pick-up), guidate da flemmatici padri di famiglia o da energiche ragazze velate, parcheggiate sui marciapiedi affollati di Tehran o ai bordi di una stradina polverosa del centro storico di Yazd… in ogni caso indubbiamente affascinanti.

La storia della Paykan, che significa freccia in lingua Farsi, è strettamente intrecciata con la vita di quasi ogni famiglia iraniana e riflette a suo modo la storia del Paese nell’arco di mezzo secolo. La prima macchina a venire realizzata completamente in Iran, fu lanciata sul mercato nazionale nel 1967 dalla Iran Khodro su licenza Hillman Hunter, che intuì l’esigenza del paese di una macchina senza fronzoli e dal prezzo popolare. La Freccia di Hillman venne prodotta senza interruzione fino al 2005, anno in cui il governo Iraniano decise di bloccarne per sempre la fabbricazione a causa delle emissioni esageratamente elevate.

Grazie al prezzo contenuto, alla resistenza e alla praticità, la Paykan è riuscita fin da subito a conquistare il Paese, tanto da diventare un fenomeno di massa negli anni successivi all’industrializzazione: nella metà degli anni Settanta quasi ogni famiglia iraniana guidava un Peykan. Ormai da decenni la Freccia è anche l’iconico taxi di Tehran, diventando quasi un segno distintivo dei tassisti part-time della capitale, è servita da ambulanza durante la sanguinosa guerra Iraq-Iran, e tuttora, sebbene fuori produzione da più di un decennio, è guidata dal 40% degli iraniani, per i quali gli eccessivi consumi non sono sicuramente un problema in un Paese in cui il costo della benzina è tra i più bassi al mondo (l’Iran è uno dei paesi con le maggiori riserve petrolifere del mondo, secondo solo a Venezuela e Arabia Saudita).

Ma più di ogni altra cosa, tra le conversazioni scambiate sui sedili di un taxi e le prime gite fuoriporta in famiglia, la Paykan ha rappresentato nella storia iraniana il primo importante veicolo di contatto sociale e di unità nazionale. Considerando il posto privilegiato che la Freccia occupa nella cultura del Paese e nel cuore di ogni iraniano, non sorprende sapere che, in occasione della fine della sua illustra carriera, nel mese di maggio 2005 venne organizzata una cerimonia celebrativa, simile ad un funerale (con tanto di automobile al centro, ricoperta da un lenzuolo nero con la scritta “Addio Paykan”), in cui rappresentanti del governo hanno illustrato pubblicamente il valore dell’auto. Ma forse il simbolo più evidente del legame del popolo persiano con la loro macchina nazionale è nascosto in un aneddoto curioso e non molto conosciuto: la tipica canzoncina di tanti auguri che tutti gli iraniani cantano in occasione dei compleanni è in realtà il jingle di una celebre pubblicità della Paykan prodotta negli anni Settanta per la TV iraniana, nella quale l’auto festeggiava il suo quarto anniversario e veniva mostrata come un regalo alla nazione che usciva da una torta gigante con le candeline.

L’amore degli iraniani per la loro intramontabile Freccia è raccontato nell’affascinante documentario “Iran’s Arrow: The Rise and Fall of Paykan”, realizzato dall’ingegnere automotive persiano Shahin Armin e dal regista Sohrab Daryabandari. Il film racconta in modo minuzioso e appassionato la storia dell’automobile attraverso interviste a piloti, meccanici e gente comune, oltre che ad intellettuali e artisti di Tehran che spiegano il ruolo che la Paykan  ha avuto e svolge ancora oggi nella cultura nazionale.

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