Periodo del viaggio:  Dicembre-Gennaio

La Giordania è un paese aperto all’occidente in cui l’Islam mostra il suo volto più moderato, e per questo rappresenta una tappa essenziale per vedere e capire il Medio Oriente. Oasi di stabilità e sicurezza in una regione turbolenta, il paese ha manifestato negli ultimi anni un notevole senso di tolleranza ed accoglienza dando ospitalità ad ondate di profughi provenienti dalla Palestina, dall’Iraq e più recentemente dalla Siria.

E’ una nazione in formato ridotto: la sua estensione è pari ad appena un terzo dell’Italia; ha solo vero fiume, il Giordano, che lo divide da Israele; e con appena 25 km di coste che si aprono sul Mar Rosso. E’ uno dei paesi più poveri di risorse idriche al mondo, dal momento che è per il 90% occupato da zone aride e in gran parte prive di vegetazione, con foreste che coprono solo l’1% del territorio.

Petra rappresenta ovviamente e giustamente il culmine di una visita in Giordania; ma molti sono i siti noti e meno noti che vale assolutamente la pena di vedere in questa terra ricca di tesori tutelati dall’UNESCO e spettacolari paesaggi desertici. Nonostante la graduale crescita del turismo, sul territorio si incontrano ancora pochi visitatori e perfino a Petra è ancora facile trovare angoli isolati da cui ammirare le straordinarie testimonianze lasciate dai Nabatei.

Amman (1,5 giorni)

Amman fu in origine fondata su sette jebel (colli), come Roma, ma oggi è arrivata ad occuparne 22, risultato di una  crescita vertiginosa che nel giro di un secolo ha trasformato un piccolo villaggio in una metropoli di respiro internazionale. Questo processo di espansione, avviato intorno al 1921 da re Abdallah I e intensificato dalle grosse ondate di immigrazione forzata, l’ha portata ad avere due volti. Quello moderno, nella parte orientale, fatto di edifici commerciali, ambasciate (quella americana è una delle più grandi al mondo, segno del forte legame con gli Stati Uniti), grattacieli, banche e ristoranti alla moda. E quello tradizionale, sicuramente più interessante, che si esprime nel Balad, la parte antica e genuinamente araba della città, ricca di negozi e bazaar, sorta ai piedi della cittadella Jebel al Qala’a e del Teatro romano, simboli dello splendore dell’antica Philadelphia, come era chiamata dai greci e romani.

Jerash (1 giorno)

La Pompei del Medio Oriente. A un’ora d’auto da Amman, Jerash (Gerasa in epoca romana) rappresenta una delle maggiori aree archeologiche della Giordania. Giunte fino a noi in ottimo stato di conservazione grazie alla protezione di sabbia e terra e al lungo e scrupoloso lavoro di restauro, le rovine di questa antica città imperiale romana comprendono una serie di strade lastricate, mura interrotte da torri, porti cittadine, templi, due teatri, uno straordinario foro colonnato e un ippodromo, che permettono al visitatore di immaginare senza troppe difficoltà come appariva la città nel III secolo d.C.

La sua storia millenaria è stata sicuramente favorita dalla felice posizione geografica in un’area ricca di acqua e di terreni fertili adatti alla coltivazione di olivi e di piante da frutto, benché fuori dalle principali rotte commerciali. Questo spiega l’interesse che suscitò agli occhi dei Romani che la conquistarono nel 64 a.C. sotto la guida del generale Pompeo, annettendola alla Lega delle Decapoli.

Non lontano da Jerash, nei pressi della città di Ajloun, spicca l’imponente castello Qala’at ar-Rabad, uno dei maggiori esempi di architettura militare islamica, situato in posizione dominante sulle vallate ricoperte dalla macchia mediterranea della riserva forestale di Ajloun.

Madaba (1 giorno)

Buona parte dell’attuale Giordania fa da sfondo ai più significativi episodi della Bibbia: tutti luoghi che che da secoli sono meta di pellegrinaggi e che si possono tutt’ora visitare, offrendo un’esperienza coinvolgente a prescindere dal proprio credo religioso.

Uno di questi è il Monte Nebo, facilmente raggiungibile percorrendo la strada che collega Amman a Madaba, su cui sorge il memoriale dedicato a Mosè. Da qui si scorge uno spettacolare paesaggio sulla valle del Giordano, sulla Palestina e sul Mar Morto. Secondo i testi sacri fu proprio su queste alture che il patriarca sostò in contemplazione della Terra Santa che non riuscì mai a raggiungere.

Anche Madaba viene citata più volte nel Vecchio Testamento (allora conosciuta con il nome di Medeba) e conta tutt’ora una discreta comunità cristiana. La città è celebre soprattutto per i suoi mosaici di epoca bizantina, che si distinguono per la raffinatezza dei disegni. Il più celebre è conservato nella modesta chiesa di San Giorgio: scoperto nel 1897, ritrae una pianta di Gerusalemme e delle Terra Santa lunga 16,5 metri e larga 6, che aveva uno scopo pratico oltre che sacro, poiché forniva ai pellegrini informazioni utili riguardo le antiche rotte carovaniere (qui infatti passavano le vie degli incensi e delle spezie). Risalente al VI secolo d.C., questa “cartina-mosaico” rappresenta la più antica mappa della Palestina tuttora esistente e fornisce numerose informazioni storiche sulla regione.

Riserva della Biosfera di Dana (1 giorno)

Tra Madaba e Petra si snoda la “Strada dei Re”, anch’essa citata nella Bibbia, una delle vie di comunicazione più antiche del mondo e tra le più importanti arterie commerciali in Medio Oriente. Lungo i suoi 297 km si trovano numerosi luoghi degni di visita, tra cui l’incantevole villaggio di Dana, immerso nell’omonima riserva naturale. Fiore all’occhiello della RCSN (Royal Society for the Conservation of Nature), quest’aera protetta di oltre 300 chilometri quadrati ospita in una zona relativamente ristretta ben quattro ecosistemi diversi e un’incredibile varietà di specie animali e vegetali: il paesaggio naturale passa dalla ampie falesie in arenaria che superano i 1500 metri a depressioni che scendono fino a 50 metri sotto il livello del mare. Il miglior modo per esplorare questo gioiello nascosto della Giordania è quello di unirsi alle escursioni guidate della RCSN, che vanno da facili passeggiate di qualche ora a impegnativi trekking di più giorni.

Petra (2 giorni)

Non esiste al mondo un luogo simile a Petra.  Per quanto si possa aver letto, ammirato fotografie o studiato diari di viaggio, la prima vista della “città rosa”, nome che richiama le fantastiche sfumature della sua roccia, lascia letteralmente e inevitabilmente senza parole. Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1985 e riconosciuta nel 2007 come una delle nuove sette meraviglie del mondo, Petra è senza dubbio l’attrattiva più preziosa e scenografica della Giordania. Camminare lungo le rotte tracciate nei secoli dai mercanti carovanieri percorrendo il celebre Siq, la stretta e lunga gola che ha protetto e nascosto per secoli la città, equivale a fare un vero e proprio viaggio nel tempo che culmina di fronte all’incantevole Tesoro al-Khaznah, il monumento più famoso di tutto il sito. Per quanto sbalorditivo, il Tesoro non rappresenta però il punto finale della visita: alle sue spalle si apre la strada che porta ad innumerevoli tombe, templi, acquedotti, abitazioni, luoghi sacri, un teatro, via colonnata… più di 800 splendidi monumenti disseminati per una vasta area montagnosa di circa 264.000 metri quadrati.

Wadi Rum (2 giorni)

Percorso fin da tempi remoti da nomadi e carovanieri, come testimoniano le incisioni rupestri facilmente osservabili in tutta l’area, il deserto del Wadi Rum incanta i viaggiatori con le sue singolari formazioni rocciose e la sua caratteristica sabbia rossa. Lo stesso incanto fu provato nel 1917 dall’ufficiale-avventuriero britannico Thomas Edward Lawrence, che durante la prima guerra mondiale fissò qui la sua base operativa e passò poi alla storia come Lawrence d’Arabia. Questa vasta area protetta, chiamata  anche “Valle della Luna” per il suo scenario spoglio ed immenso che appare quasi extra-terreno, si estende per chilometri su un altopiano scavato nei millenni dallo scorrere di un fiume (il termine arabo wadi, pronunciato “uadi”, significa proprio letto di torrente, o grande canyon). La sua incredibile conformazione morfologica accompagnata dalla tranquillità degli spazi sconfinati rende la visita unica. Se a questo si aggiunge il carattere cordiale ed ospitali dei beduini che accolgono i visitatori nei tanti campi tendati, è facile capire perché il Wadi Rum sia una tappa imperdibile lungo un viaggio in Giordania.

Aqaba (1 giorno)

Unico sbocco giordano sul mare, stretta tra l’Arabia Saudita ed Israele e a pochi chilometri dal confine egiziano, fino a pochi anni fa Aqaba era poco più di un villaggio di pescatori. Oggi deve la sua popolarità turistica principalmente ai 25 km di costa che ne fanno la principale località balneare del paese, oltre che ai benefici derivanti dallo status di Zona Economica Speciale. Tra nuovi complessi alberghieri, ristoranti, centri commerciali, la cittadina giordana affacciata sul mar Rosso è al centro di un importante lavoro di restyling che ne sta cambiando l’aspetto senza però compromettere il suo antico fascino decadente. Luogo vivace, ideale per chi voglia fare immersioni o snorkeling per ammirare la barriera corallina o semplicemente per rilassarsi prima (o dopo) di catapultarsi  in destinazioni più importanti come Petra o il Wadi Rum.

Mar Morto (1 giorno)

Situato a 400 metri sotto il livello del mare, questo specchio d’acqua giace nel punto più basso della Terra. La forte evaporazione e la combinazione di fattori geologici hanno reso le acque del Mar Morto nove volte più salate rispetto alla normale acqua marina, tanto da risultare un ambiente totalmente inadatto a qualsiasi forma di vita animale o vegetale. Le sue acque salatissime ed inospitali hanno però notevoli proprietà terapeutiche a livello dermatologico, qualità note da circa due millenni ma sfruttate solo in tempi recenti, attraverso la costruzione sulla costa nord di grandi e lussuosi resort frequentati da turisti facoltosi in cerca di momenti di relax e trattamenti di benessere. Purtroppo però se non si interviene il Mar Morto è destinato a scomparire, in quanto l’apporto del fiume Giordano, l’unico suo affluente, sta progressivamente diminuendo a casa dello sfruttamento delle acque per le coltivazioni della regione. Alcuni cartelli mostrano ai visitatori increduli la rapida regressione del livello del mare negli ultimi anni, costringendo i “bagnanti” a camminare sempre di più per arrivare al bordo della spiaggia.

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