Ex capitale della Polonia fino alla fine del XVI secolo, nonché antica residenza reale, oggi la colta (la sua Università Jagellonica è una delle più antiche d’Europa), vivace e raffinata Cracovia rappresenta la meta principale del turismo internazionale nel Paese. Al contrario di altre città polacche, Cracovia conserva praticamente intatto il suo suo patrimonio architettonico, storico ed artistico, miracolosamente sopravvissuto alle devastazioni dell’occupazione nazista e del regime comunista.

La sua grandezza si riflette in molti quartieri, palazzi e monumenti, a partire dallo Stare Miasto, la Città Vecchia. Raso al suolo durante le disastrose invasioni dei Tartari nel XIII secolo, il centro storico di Cracovia venne successivamente rifondato e assunse un nuovo assetto architettonico che si è conservato fino ad oggi: edifici monumentali e chiese maestose come la Basilica di Santa Maria con le sue torri asimmetriche, interessanti gallerie d’arte come il Museo Nazionale, che contiene una delle principali collezioni di opere d’arte del Paese, la vasta Rynek Glowny, la piazza medievale più grande d’Europa con al centro il Sukiennice, il grande mercato dei tessuti in stile rinascimentale italiano, diventato uno dei simboli della città. Oltre alle tante attrattive per gli amanti di arte e di storia, Cracovia non trascura i turisti in cerca di svago, divertimento e buona cucina: tutto attorno alla piazza principale si dirama infatti una scacchiera di eleganti strade ortogonali piene di ristoranti, caffè ottocenteschi e birrerie.

Subito a sud della Città Vecchia sorge il complesso fortificato del Wawel, eretto sulla vetta del colle omonimo a dominio del fiume Vistola e a difesa della città, che ospita il Castello, la Cattedrale e numerosi monumenti e musei. Il Castello di Wawel è stato la sede reale per 500 anni sin dagli arbori dello stato polacco e ha mantenuto gran parte del suo valore simbolico anche dopo che la capitale è stata trasferita a Varsavia. Un condensato d’arte prevalentemente romanica, rinascimentale e gotica ne fanno uno dei principali motivi del successo turistico della città. Per lungo tempo il Castello ha custodito anche il famoso ritratto di Cecilia Gallerani di Leonardo, meglio noto come La Dama con l’Ermellino, ora esposta al Museo Nazionale di Cracovia.

Il sobborgo di Kazimierz, divenuto un quartiere di Cracovia nel 1800, fu il centro della comunità ebraica della città fino all’occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale, che con la deportazione e lo sterminio di massa degli ebrei cancellò ogni traccia delle tradizioni, della vita e dell’atmosfera del quartiere. Oggi, dopo una fase di riqualificazione e di restauro dei monumenti, Il Kazimierz ha riacquistato il suo carattere ebraico grazie anche alla riapertura di ristoranti kosher, caffè pittoreschi e musei dedicati alla cultura ebraica, divenendo così uno dei quartieri di Cracovia più apprezzati dai turisti e dai residenti.

Aldilà delle sue bellezze artistiche ed architettoniche, la città di Cracovia porta con sé anche il peso degli orrori del Novecento. Oltre la regale facciata, infatti, la città cela molte testimonianze de tragici eventi degli anni del Nazismo e del Socialismo, diventate ora tappe interessanti per il turista che voglia comprendere più in profondità la storia della Polonia. La mostra permanente allestita nella fabbrica di Schindler, l’imprenditore tedesco che salvò più di 1000 ebrei dallo sterminio nazista,  racconta la città e la vita dei suoi abitanti negli anni dell’occupazione, con un occhio particolare alla comunità ebraica.  Poco distante sorge il quartiere di Podgorze, l’antico ghetto di Cracovia, dove è ancora possibile individuare i resti delle mura e dove spicca il monumento dedicato alle vittime della deportazione, composto da una successione di sedie di ferro abbandonate. Ma soprattutto non si può lasciare Cracovia senza aver visitato il vicino memoriale di Auschwitz-Birkenau, il campo di sterminio nazista diventato, per il mondo intero, il simbolo dell’Olocausto. Infine, Cracovia offre anche la possibilità di toccare con mano gli anni bui del regime comunista, attraverso una visita al quartiere di Nowa Huta, il distretto industriale eretto alla fine degli anni Cinquanta seguendo pedissequamente i dettami del modello urbanistico Sovietico.

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