Nowa Huta quartiere socialista di Cracovia
Nowa Huta, Aleja Róż (via delle Rose).
Il viale, che deve il suo nome alle numerose rose che lo decoravano, in origine avrebbe dovuto collegare il cuore della comunicazione urbana (Piazza Centrale) con il principale forum di Nowa Huta (Piazza del Municipio). Quest’ultimo, però, non fu realizzato e il Viale delle Rose rimase una strada verso il nulla, una zona pedonale frequentata dagli abitanti come luogo in cui riposare e rilassarsi.
Nowa Huta, Aleja Róż (via delle Rose).
Il viale assunse in breve tempo il ruolo della più importante via commerciale del quartiere di Nowa Huta. Nonostante i tempi di crisi, i negozi venivano costantemente riforniti dai prodotti provenienti dalle scorte e dalle riserve nazionali, per creare l’illusione che nella Polonia socialista regnassero ricchezza e prosperità.
Nowa Huta, Aleja Róż (via delle Rose).
Nel 1973 nel viale venne eretta una statua di sette tonnellate in onore di Vladimir Il’ič Lenin, raffigurato nell’atto di passeggiare in direzione del suo monte preferito – Babia Góra. Per finanziare il monumento venne sottratta per tre mesi la tredicesima ai lavoratori della vicina acciaieria.
Nowa Huta, Muzeum Historyczne Miasta Krakowa (Museo storico della città di Cracovia).
Questo piccolo museo nel cuore di Nowa Huta conserva vecchie insegne al neon e una serie di esibizioni temporanee che raccontano la vita e la cultura del quartiere. A Marzo 2019 il museo chiuderà i battenti e le opere verranno spostate nel non lontano PRL Museum.
La tipica architettura di stampo socialista di Nowa Huta.
L’archiettura era considerata un’arma estremamente importante nella dottrina del realismo socialista in Polonia. Essa contribuiva infatti a modificare la coscienza dei cittadini e la loro visione della vita: i palazzo dovevano esprimere idee sociali e suscitare una sensazione di persistenza e di potenza.
Palazzi di Nowa Huta.
Il quartiere non fu concepito come distretto periferico di Cracovia, ma come vero e proprio modello di città ideale. Oltre che per dare alloggio ai lavoratori della vicina acciaieria, Nowa Huta è nata anche per lanciare una sorta di sfida ai cattolicissimi e borghesi abitanti di Cracovia, che durante le elezioni del 1947 si erano opposti al regime comunista.
Nowa Huta, Tadeusza Sendzimira (acciaieria Tadeusz Sendzimir).
La costruzione del quartiere Nowa Huta iniziò nel 1949, per accogliere i lavoratori del complesso siderurgico creato contemporaneamente e che, con più di 30.000 operai, si trasformò in breve tempo nel principale produttore d’acciaio d’Europa.
Nowa Huta, Tadeusza Sendzimira (acciaieria Tadeusz Sendzimir).
Quando venne costruita, nel 1945, l’acciaieria era intitolata a Vladimir Lenin. Negli anni ‘70 il grande complesso metallurgico arrivò a produrre sette milioni di tonnellate annue di acciaio, a cui si affiancarono successivamente anche il tabacco e il calcestruzzo.
Nowa Huta, Teatr Ludowy.
Il teatro venne inaugurato il 3 dicembre 1955, quando già l’epoca della de-Stalinizzazione era iniziata, lasciandosi alle spalle il rigido realismo socialista che dominava l’arte e la vita sociale. Il Teatro Ludowy divenne così in breve tempo il primo palcoscenico di avanguardia di Cracovia.
Nowa Huta, Arka Pana (Chiesa dell’Arco di Dio).
Fu la prima chiesa costruita nel quartiere, costruita nel 1967 a seguito di numerose sommosse e grazie all’intervento dell’Arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyła.

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