Più che una nazione, la Cina è talmente grande e popolosa da sembrare un continente. Il suo vastissimo territorio, che si estende per circa 9,5 milioni di km quadrati, è caratterizzato da una morfologia estremamente diversificata che comprende aree desertiche e paesaggi subtropicali, passando per alte catene montuose. Su questi enormi spazi la popolazione cinese, che a breve raggiungerà un miliardo e mezzo di persone, è sparsa in modo irregolare, concentrata prevalentemente a est nelle grandi pianure, mentre a ovest, nella zona più aspra e arida, la densità è bassissima. La Cina vanta cinquemila anni di storia ed ha occupato una posizione centrale nella cultura e nel commercio mondiali fin dal millennio prima di Cristo: templi in cima alle montagne, città sull’acqua, grotte che nascondono statue di Buddha, villaggi dimenticati sono solo alcune delle numerose attrazioni che testimoniano la grandezza di questo paese.

Qui il passato e il futuro coesistono, anche se non sempre questa convivenza è il risultato di un processo indolore. L’orientamento all’azione, tratto distintivo della Cina moderna, ha determinato un’ondata di trasformazione e di rinnovamento tale da generare negli ultimi 30 anni il più esteso sviluppo urbanistico della storia dell’umanità. Tutt’oggi il cemento e le ruspe avanzano sotto il segno del progresso, distruggendo spesso ciò che per il turista è pittoresco mentre per i cinesi è solo ‘roba vecchia’.

Uno dei modi per toccare con mano i contrasti e le meraviglie della Cina è intraprendere un viaggio nel nord del paese, culla della civiltà dell’impero Celeste, esplorando le città del cosiddetto “Triangolo d’oro”, Shanghai-Xi’an-Pechino, concedendosi diverse altre tappe intermedie spostandosi rigorosamente in treno. Questo mezzo di trasporto è il migliore per entrare in contatto con un paese tanto complesso e distante, e spesso il panorama umano dei cinesi che ti siedono accanto è assai più interessante di quello che si scorge dal finestrino.

Shanghai (3 giorni)

Shanghai, nome che significa letteralmente “sul mare”, situata sulla costa poco a sud dell’enorme delta del Fiume Azzurro, è una delle quattro municipalità della Repubblica Popolare Cinese che godono dello status di provincia (lo stesso vale per Pechino). La Perla d’Oriente si è svegliata da un lungo letargo all’inizio degli anni Novanta, quando si decise di farne il centro cinese del capitalismo mondiale con la creazione del distretto del Pudong, la nuova area finanziaria sulla sponda orientale del fiume Huagpu famosa per i suoi futuristici grattacieli illuminati da neon colorati. Così, in meno di 30 anni Shanghai è passata da paludoso porto industriale ad odierna megalopoli di 24 milioni di abitanti, divenendo non solo il centro più popoloso della Cina, ma del mondo intero. La città cinese più ‘global’ sa essere estremamente dinamica e all’avanguardia, basti pensare all’ultramoderno Maglev, il treno a lievitazione magnetica che collega il nuovo aeroporto al centro della città raggiungendo in 2 minuti la velocità di 450 km/h. Ma Shanghai riesce anche mescolare con disinvoltura ai suoi scenari avveniristici reminiscenze antiche degne di una visita, come i tranquilli viali alberati e le residenze coloniali della vecchia concessione francese, gli eleganti palazzi storici lungo il Bund, il Tempio del Buddha di Giada con la sua scultura bianca alta quasi due metri, oltre ad una serie di musei tra i più interessanti del paese.

Tongli (1,5 giorni)

Ad ovest di Shanghai si trova la rigogliosa provincia dello Jiangsu, percorsa dal Canale Imperiale e da un elaborato sistema di navigli, lungo cui sono sorte diverse graziose cittadine accomunate dalla presenza di canali navigabili. Qui  la ritualità di una vita d’altri tempi è distante anni luce dai ritmi iperproduttivi della Cina moderna. Toccati solo in modo marginale dal turismo, questi borghi permettono al visitatore di immergersi in un ambiente autentico fatto di semplicità e di tranquillità. Uno di questi è la cittadina di Tongli, famosa già in epoca Ming poiché qui si trasferirono numerosi poeti e pittori per trovare ispirazione negli scorci romantici offerti dai ponticelli arcuati, dalla vegetazione che si specchia nell’acqua, dalla barchette che avanzano lentamente nei canali. Oggi come ieri le stradine acciottolate percorse da biciclette o al massimo motorini elettrici, lungo cui si affacciano piccole taverne o banchi di frutta fresca, rendendo l’atmosfera ancora più incantevole.

Xi’an (2,5 giorni)

Xi’an, che in italiano suonerebbe come “pace occidentale”, è la capitale della provincia dello Shaanxi ed è adagiata al centro di un vasto altopiano. Già nel settimo ed ottavo secolo d.C. ,quando l’Europa era ancora un groviglio di feudi retti da principi e re, Chang’an (il suo primo nome che significa “eterna pace”) era la città più cosmopolita e grande del mondo con più di un milione di abitanti, punto di partenza e di arrivo della Via della Seta ed una delle 4 grandi capitali antiche della Cina. Oggi la città si sviluppa attorno all’antica cittadina Ming, all’interno delle cui mura si trova il centro cittadino con il pittoresco quartiere musulmano. I siti archeologici in questa zona sono molti, tanto da fare di Xi’an una meta imperdibile. L’esercito di terracotta, a pochi chilometri dal centro della città, varrebbe da solo un viaggio fin qui: creato per la fare la guardia alla tomba dell’imperatore Qin Shi Huang (figura cruciale nella storia del paese, colui che per primo unificò la Cina nel 221 a.C.), questo battaglione di circa 8000 statue a grandezza naturale pare sia una fedele riproduzione dell’armata del sovrano ed è quindi una sbalorditiva testimonianza della tecnologia, della vita militare e della cultura all’epoca dell’Impero Qin.

Shanxi (2,5+2 giorni)

La provincia dello Shanxi, a nord di Xi’an, è una terra ricca di testimonianze storiche e luoghi affascinanti, a partire dalle sue due città principali : Pingyao e Datong.

Pingyao è una delle cittadine meglio conservate risalenti al periodo della Cina Imperiale, cosa non da poco in un paese in cui molto del fascino antico è stato cancellato con il cemento e l’inquinamento degli ultimi decenni. Le possenti mura, il centro interamente pedonale, le lanterne rosse, le viuzze affollate e le case tradizionali conferiscono a Pingyao un’atmosfera suggestiva che riporta alla mente come doveva essere il paese sotto la dinastia Qin. E’ stata per lungo tempo un importante centro mercantile e qui venne fondata, nel 1824, la prima banca cinese ad emettere assegni circolari, che cambiò il sistema tradizionale di pagamento. Merita sicuramente una deviazione il celebre Tempio buddhista Shuanglin, a 7 km da Pingyao, contenente una moltitudine di sculture in legno e terracotta dipinte, alcune realistiche, altre spettrali, altre ancora comiche.

Datong, poco a sud di un tratto della Grande Muraglia, è di per se una città poco interessante e praticamente priva di autenticità. Un forte programma di restyling ha cancellato quasi totalmente ogni elemento tradizionale, a partire dalla grandiosa cinta muraria, ricostruita ex novo, e dal centro storico completamente rinnovato nel tentativo di rendere Datong una città ancora più appetibile per i turisti. Il suo punto di forza è però quello di essere la porta di accesso a due tra le più importanti attrazioni della Cina: le Grotte di Yungang, con le enormi statue buddhiste del v secolo scavate nella roccia, e il pittoresco Tempio Sospeso, costruito 1400 anni fa su un precipizio sorretto solo da pali di legno senza l’uso di chiodi.

Pechino (5,5 giorni)

Situata nella parte settentrionale delle pianure della Cina meridionale, Pechino è il cuore pulsante della vita politica e culturale dell paese. Nel 1403 l’imperatore Yongle della dinastia Ming, trasferì la capitale dell’impero da Nanchino a qui, dandole il nome di Beijng (nome che significa appunto “capitale del nord”) ed iniziando i lavori di costruzione della Città Proibita. Pochi luoghi sulla terra possono competere con la straordinaria eredità storica di questa metropoli, culla dell’Impero cinese e di numerose dinastie. Pechino è anche una città dinamica che ha visto negli ultimi anni numerosi cambiamenti ma è riuscita comunque a mantenere dei ritmi di vita meno compulsivi di altre città della Cina, come Shanghai. Questo lo si può vedere negli hutong, i vicoli tradizionali dove il tempo sembra fermarsi e che ancora resistono (ma a fatica) ai grossi mutamenti urbani. Forse il suo luogo più conosciuto è Piazza Tianamen, scenario dei momenti salienti della storia di tutta la Cina moderna. Pechino è inoltre il punto di partenza più comune per le escursioni giornaliere alla Grande Muraglia, che con i suoi tortuosi muri in pietra e le imponenti torri di avvistamento ha rappresentato per secoli uno dei più potenti simboli di forza dell’Impero cinese.

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