Storicamente Petra raggiunse il suo massimo splendore nel IV a.C. sotto il dominio dei Nabatei, antico popolo di commerciati arabi che la scelsero come capitale e la plasmarono scavando la nuda roccia. Petra si trasformò così in un nodo cruciale per le rotte mercantili, lungo le quali seta e spezie venivano trasportate dalla Cina ad est fino a Roma ad ovest, rimanendo in funzione fino al I secolo d.C., periodo in cui il primato commerciale passò alla città siriana di Palmira. I Romani che conquistarono successivamente l’indebolito impero nabateo apportarono diversi cambiamenti al sito adattandolo al loro stile architettonico, creando tra le altre cose la strada colonnata e ampliando il teatro e le terme. La città venne infine abbandonata nel VII secolo d.C. a seguito di devastanti terremoti, rimanendo dimenticata per lungo tempo, popolata soltanto da beduini che ne fecero il proprio insediamento, fino alla riscoperta nel 1812 ad opera del celebre esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt.

Subito dopo l’ingresso del sito si estende una necropoli con tombe rupestri scavate nella roccia, tra cui spicca il complesso formato dalla Tomba degli Obelischi sovrastata da quattro piramidi (chiamate ‘Nafesh’), e da una sala sottostante usata per i banchetti, il Triclinium. Si arriva quindi al Siq, una stretta gola naturale di 1,2 km stretta tra alte pareti di arenaria che serve da spettacolare via d’accesso all’antica città di Petra.

Al termine del Siq appare d’improvviso la facciata di quello che è probabilmente il monumento simbolo di Petra: il Tesoro (Al-Khazneh), un edificio alto quasi 40 metri interamente scavato nella roccia, finemente decorato con capitelli corinzi, statue e bassorilievi. Sopra il portale al centro si trova un’urna funeraria che, secondo la leggenda, contiene il tesoro del faraone.

Percorrendo un sentiero che dal fondovalle si inerpica sull’altura alle spalle del Tesoro, dopo circa 45 minuti di ripida salita si arriva all’Altare del Sacrificio, un luogo sacro al tempo riservato ai sacerdoti nabatei, i quali compievano qui sacrifici animali. Sono ancora visibili due vasche scavate nella pietra: una serviva per raccogliere il sangue e l’altra conteneva l’acqua usata per la purificazione.

Per godere di una vista del Tesoro dall’alto si può seguire uno dei tanti beduini che si offrono di accompagnare i turisti sui sentieri pochi battuti (e a tratti pericolosi). Una delle strade parte dall’Altare del Sacrificio e, arrampicandosi letteralmente sulla montagna, conduce ad un’alta terrazza panoramica che si affaccia a strapiombo proprio di fronte al Tesoro.

Scavato nel fianco della montagna ai piedi dell’Altare del Sacrificio si trova il Teatro, costruito durante il regno dei Nabatei e successivamente allargato dai Romani, le cui gradinate possono ospitare fino a 4000 spettatori. Poco più in là si estende l’ampia Strada Colonnata che conduce al Grande Tempio, uno dei più ampi monumenti architettonici di Petra.

Dal centro di Petra parte l’antica via processionale che porta fino al Monastero: una dolce salita di 1,6 km composta da circa 800 gradini, intervallati da tratti pianeggianti, terrazze panoramiche e bancarelle di souvenir. 

Si raggiunge poi un vasto altopiano dominato dal Monastero (al-Deir), un altro dei monumenti leggendari di Petra, simile al Tesoro nella struttura ma molto più imponente (47 m di larghezza per 48 m di altezza).

Le Tombe Reali sono una serie di mausolei scavati uno accanto all’altro sul lato ovest del massiccio Jabal al-Khubtha, con le facciate rivolte verso il centro di Petra. La più appariscente è la Tomba dell’Urna, con il suo doppio ordine di volte ad arco in mattoni e l’antistante cortile circondato da colonne.

Petra è anche conosciuta con il nome di Città Rosa, ma in realtà i suoi colori sono tanti: dal nero delle cavità buie all’interno delle tombe alle striature variopinte delle rocce, fino alle tinte accese e scintillanti dei souvenir.

 

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